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Belsone (Bels˛n) di Nonantola - Notizie storiche e culturali

Il Belsone (Bels˛n) di Nonatola affonda le radici, come altri dolci tradizionali della nostra terra - il Pan dolce, il Pane di Natale - nella tradizione panificatoria che sta alla base della nostra alimentazione.

La sua Ŕ un'etimologia molto suggestiva. Entrambe le derivazioni pi¨ accreditate lo legano ad una derivazione dal francese, lingua dalla quale, Ŕ noto, derivano numerose parole del dialetto locale. Qualcuno l'attribuisce al fatto che esso era sempre presente in tavola in occasione di particolari festivitÓ religiose, quasi come un rituale. Pane di benedizione dal francese "Pain de bendiction" Ŕ l'interpretazione semantica suggerita da alcuni. Altri propendono per la derivazione dal francese "pain de soin", pane di crusca perchÚ, effettivamente, un tempo, per la sua preparazione, si usava farina non setacciata. In ogni caso alla base sta sempre il termine pane, alimento basilare delle terra emiliana.

Probabilmente le sue prime elaborazioni furono per lungo tempo riservate esclusivamente alle grandi solennitÓ; la sua preparazione Ŕ rimasta quasi immutata nei secoli, come quando, nel 1300, il 1░ dicembre, giorno dedicato a Sant'Eligio, patrono dei fabbri e degli orafi, a Modena, dove Ŕ chiamato bens˛n, veniva offerto alla Corporazione di questi artigiani.

Per secoli, il belsone si Ŕ cucinato in casa ed in molti casi, si poneva nell'unica teglia rotonda a disposizione per i dolci e considerata la particolare forma ovale del dolce era necessario piegare le sue estremitÓ dandogli una caratteristica forma di esse allungata.

Camera di Commercio di Modena
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